Animali in condominio: nuove sfide per la convivenza civile

Negli ultimi anni, la convivenza all'interno dei condomini è diventata sempre più fonte di contese, con un conseguente aumento delle dispute legali tra i residenti e tra questi e l'amministratore. Le cause di discordia variano ampiamente, ma tendenzialmente si possono raggruppare in questioni legate all'uso degli spazi comuni e a quelle riguardanti le proprietà private.

Una questione particolarmente sensibile riguarda la presenza degli animali domestici, che interessa entrambe le categorie di problemi, dalle questioni di custodia, pulizia, fino ai disturbi causati. La legge n.220/2012, che ha riformato la normativa sul condominio, stabilisce che nessun regolamento condominiale può proibire ai residenti di tenere animali. Tuttavia, in caso di locazione, è possibile che il proprietario vieti la presenza di animali nell'immobile, clausola che, se accettata dall'inquilino, non infrange alcuna legge.

La giurisprudenza, tra cui la sentenza della Cassazione Civile n. 3705 del 15/02/2011, afferma che i regolamenti condominiali non possono limitare i diritti di proprietà dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive, potendo però imporre vincoli che si traducono in servitù reciproche.

Gli animali ammessi nei condomini devono rispettare il regolamento condominiale, così come i loro proprietari. Il regolamento può specificare che gli animali non debbano circolare liberamente nelle aree comuni e imporre l'uso del guinzaglio e della museruola in determinate circostanze, come nel caso di cani aggressivi o quando si attraversano spazi comuni.

Il Tribunale di Monza, con una sentenza del 28/03/2017, ha ritenuto legittima una clausola regolamentare che vieta l'uso dell'ascensore ai condomini accompagnati da animali domestici. Inoltre, gli animali non devono causare disturbi olfattivi o sonori eccessivi, potendo arrivare, in casi estremi, all'allontanamento dell'animale dal condominio.

La responsabilità per danni causati dagli animali non ricade sul proprietario ma su chi ne ha la custodia al momento del danno, secondo l'articolo 2052 del codice civile. La tutela dei diritti violati prevede anche l'obbligo di mediazione per le dispute condominiali, come indicato dal decreto legge n.69/2013, che ha reintrodotto questa prassi per una serie di materie, inclusi i conflitti condominiali, secondo quanto previsto dalla legge 220/2012.

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