Intelligenza artificiale nel lavoro: nuove linee guida e rischio algoritmico

L'ingresso dell'intelligenza artificiale nei contesti lavorativi non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà in corso di rapida espansione, destinata a ridisegnare in profondità le modalità con cui le imprese organizzano i processi produttivi, gestiscono le risorse umane e adottano decisioni che incidono direttamente sui lavoratori.

Algoritmi di selezione del personale, sistemi di valutazione automatizzata delle performance, strumenti di monitoraggio in tempo reale dell'attività lavorativa e piattaforme di gestione algoritmica del lavoro costituiscono oggi applicazioni concrete, già diffuse in diversi settori produttivi.

A fronte di questa trasformazione, il legislatore, tanto a livello europeo quanto nazionale, ha avvertito la necessità di costruire un quadro normativo capace di governare i rischi connessi a un utilizzo non regolamentato dell'IA, garantendo al contempo che l'innovazione tecnologica non si traduca in una compressione dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Il risultato è un sistema di fonti articolato e in continua evoluzione, che muove dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), per trovare declinazione nazionale nella legge n. 132/2025 e nelle successive Linee guida contenute nel Decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025.

Comprendere la portata di questi strumenti normativi, i principi che li animano e le indicazioni concrete che ne derivano per le imprese è oggi una priorità per chiunque operi nel campo del diritto del lavoro e della consulenza aziendale.

Il quadro normativo di riferimento

Con il Decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le Linee guida per l'implementazione dell'Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, nel quadro della legge 23 settembre 2025, n. 132 e del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

È importante precisare sin dall'inizio la natura giuridica del provvedimento: le Linee guida non costituiscono una fonte normativa vincolante, bensì uno strumento di orientamento operativo, destinato a fornire indirizzi pratici per un'adozione consapevole, sicura e responsabile delle tecnologie nei contesti lavorativi.

Il loro valore risiede nella capacità di tradurre in indicazioni concrete i principi già presenti nell'ordinamento, tenendo conto dei profili giuslavoristici, organizzativi, etici e di tutela dei diritti fondamentali.

Il riferimento normativo di primo livello è la legge n. 132/2025, il cui art. 11, recante “Disposizioni sull'uso dell'intelligenza artificiale in materia di lavoro”, stabilisce che l'IA è impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l'integrità psicofisica dei lavoratori e accrescere la qualità delle prestazioni lavorative in conformità al diritto dell'Unione europea.

Lo stesso articolo dispone che l'utilizzo dell'IA in ambito lavorativo deve essere sicuro, affidabile e trasparente, e non può svolgersi in contrasto con la dignità umana né violare la riservatezza dei dati personali.

Il DM 180/2025 sviluppa tali principi in chiave applicativa, prevedendo che le Linee guida siano finalizzate a promuovere l'adozione consapevole dell'IA, tutelando i diritti dei lavoratori e favorendo l'innovazione sostenibile.

La fase preparatoria del provvedimento ha visto lo svolgimento di una consultazione pubblica dal 14 aprile al 21 maggio 2025, condotta tramite la piattaforma “ParteciPA” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha raccolto oltre 90 contributi da cittadini, istituzioni e aziende.

Le Linee guida tengono altresì conto degli indirizzi emersi dal G7 Lavoro e Occupazione di Cagliari e della Strategia italiana per l'IA 2024-2026.

Il rischio algoritmico nell’intelligenza artificiale

Uno dei nodi più rilevanti sul piano giuslavoristico concerne il cosiddetto rischio algoritmico, vale a dire l'insieme dei pericoli derivanti dall'impiego di sistemi automatizzati nella gestione e nel controllo del rapporto di lavoro.

Sul punto, l'AI Act introduce una classificazione per livelli di rischio e qualifica come ad alto rischio i sistemi utilizzati in ambito lavorativo per la selezione del personale, la valutazione delle performance o la gestione organizzativa: tali sistemi sono soggetti a obblighi stringenti di trasparenza, supervisione umana, gestione documentata del rischio e audit periodici.

La gran parte di queste disposizioni sarà pienamente operativa a partire dal 2 agosto 2026.

A questo si aggiunge il quadro già consolidato del GDPR, che all'art. 22 subordina a condizioni rigorose le decisioni basate unicamente su processi automatizzati, imponendo la presenza di garanzie adeguate a tutela dell'interessato, e dello Statuto dei Lavoratori, il cui art. 4 disciplina il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.

Le Linee guida mettono in guardia contro l'uso eccessivo di sistemi di monitoraggio della produttività o di tracciamento, che possono compromettere il benessere psicofisico dei lavoratori, e precisano che l'impiego dell'IA deve essere conforme alle normative esistenti, compreso il D.Lgs. n. 81/2008 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un aspetto che le Linee guida rendono esplicito, e che riveste particolare rilievo pratico, è il diritto all'informazione dei lavoratori: le imprese che introducono sistemi di IA nei processi lavorativi sono tenute, nel quadro della normativa vigente, a informare i lavoratori sulle modalità e sui contesti in cui tali sistemi vengono utilizzati, nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza.

Come nel noto caso sanzionato dal Garante per la protezione dei dati personali nel settore del food delivery, un sistema algoritmico di assegnazione degli ordini e di attribuzione di punteggi ai lavoratori, basato su trattamenti automatizzati privi di adeguate tutele, influenzava l'accesso agli slot di lavoro, incidendo direttamente sulle possibilità di guadagno, senza trasparenza né possibilità di intervento umano significativo.

La sanzione irrogata fu pari a 1,6 milioni di euro. Tale precedente illustra con chiarezza il profilo di responsabilità cui le imprese si espongono in assenza di presidi adeguati.

I principi operativi delle linee guida: trasparenza, supervisione umana e approccio human-centric

Sul piano dei contenuti, le Linee guida adottano un approccio human-centric: l'intelligenza artificiale è concepita come strumento di supporto ai processi organizzativi e decisionali, non come sostituto del giudizio umano.

Il decreto contrasta esplicitamente il fenomeno della cosiddetta “scatola nera”, stabilendo che i sistemi di IA non devono operare in modo opaco nei processi decisionali che incidono sui lavoratori e che le decisioni adottate con il supporto dell'IA devono essere comprensibili e, ove necessario, contestabili.

Le Linee guida richiamano espressamente i principi di non discriminazione, protezione dei dati personali e diritto a non essere sottoposti a decisioni esclusivamente automatizzate, in coerenza con il GDPR, lo Statuto dei Lavoratori e la normativa antidiscriminatoria nazionale ed europea.

Il documento dedica una sezione specifica all'uso dell'IA generativa, con un vademecum operativo per PMI e professionisti volto a prevenire rischi di violazione della privacy, perdita di controllo dei dati e non conformità normativa, ribadendo in ogni caso il principio della supervisione umana come elemento irrinunciabile.

Sul versante organizzativo, le Linee guida delineano una roadmap articolata in fasi che muove dalla pianificazione strategica e dalla governance interna, prosegue con una fase di sperimentazione su scala ridotta che prevede il coinvolgimento attivo dei lavoratori per raccoglierne i feedback e rilevare criticità, e si consolida nell'implementazione e nel monitoraggio continuo dei rischi.

È prevista la creazione di figure responsabili e di team con ruoli di coordinamento strategico e operativo, di supervisione della conformità normativa e di integrazione con gli altri sistemi di gestione adottati dall'impresa, tra cui la gestione dei dati personali, la cybersecurity e il modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Gli strumenti di supporto tra formazione, competenze e incentivi

Un asse portante delle Linee guida riguarda la formazione professionale come leva essenziale per governare la trasformazione digitale.

L'intelligenza artificiale modifica le mansioni e le competenze richieste e, per evitare effetti negativi sull'occupazione e sulla qualità del lavoro, il Ministero richiama l'importanza di percorsi formativi accessibili e di qualità, orientati sia alle competenze tecniche sia alla capacità di impiegare l'IA in modo corretto e sicuro nei processi aziendali.

L'obiettivo dichiarato è trasformare l'adozione tecnologica in un'opportunità di crescita, evitando che diventi un fattore di esclusione attraverso investimenti mirati in upskilling e reskilling.

Sul versante degli incentivi, il capitolo 6 delle Linee guida elenca una serie di strumenti di supporto, tra cui il Fondo nuove competenze, destinato a sostenere economicamente i percorsi di formazione e riqualificazione del personale, e i finanziamenti per corsi di aggiornamento professionale.

Sono richiamati anche gli incentivi di altri Ministeri, come il Piano Transizione 5.0, che prevede crediti d'imposta per investimenti in beni materiali e immateriali interconnessi, inclusi i sistemi di IA, con aliquote rafforzate in presenza di interventi che determinino una riduzione dei consumi energetici.

Le PMI, che rappresentano oltre il 99% del tessuto imprenditoriale italiano, sono individuate come categoria destinataria privilegiata di tali misure, in ragione delle maggiori difficoltà che incontrano nell'adozione di soluzioni di intelligenza artificiale rispetto alle grandi imprese.

Il decreto segnala chiaramente che la trasformazione digitale deve essere equa e inclusiva, e che le politiche di supporto devono tenere conto delle differenze strutturali tra i diversi soggetti economici.

Prospettive di aggiornamento

Un elemento di rilievo sistematico è la previsione di un meccanismo di monitoraggio continuativo affidato all'Osservatorio sull'adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, istituito dall'art. 12 della legge n. 132/2025.

Anche alla luce dell'attività di monitoraggio dell'Osservatorio, le Linee guida sono concepite come uno strumento dinamico e suscettibile di aggiornamento in relazione all'evoluzione tecnologica e alle sue ricadute sul mercato del lavoro.

L'Osservatorio ha il compito di analizzare gli effetti dell'IA sull'occupazione e sulle competenze e di fornire un supporto continuativo all'adeguamento degli indirizzi operativi, con il contributo dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Le organizzazioni sono incoraggiate a integrare l'adozione dell'IA con presìdi di sicurezza delle informazioni coerenti con standard consolidati, come l'ISO 27001, e con una gestione consapevole dei modelli di IA ad uso generale nel quadro dell'AI Act.

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